Due cuori una pancia

Quando ho realizzato di essere in attesa, a malapena avevo un ritardo. Mi sembrava di aver messo su qualche chilo ma avevo ripreso ad allenarmi, crollavo in macchina di ritorno dal mare, qualcosa non mi tornava, decisamente. Ho fatto un test di gravidanza che avevo in casa, scaduto e positivo.

No, non sono andata in giro a cercare la farmacia di turno aperta e a comprarne mille mila da fare a ogni ora, che se la concentrazione di beta al mattino è più forte però si sa mai. La seconda gravidanza è così, inevitabilmente si diventa più pragmatici. Il giorno dopo ero già in laboratorio, con un ago nel braccio. Anche se non ricordavo quando avevo avuto l’ultimo ciclo. A mezzogiorno sapevo di essere un filo incinta, che 1450 è un numerone.

Non ci ho fatto troppo caso, anche con la prima le beta erano tanto alte, ho pensato di essere avanti con le settimane. Dopo due giorni le ho ripetute, 13510. Tuttaposto. Io in un frullatore. Ho prenotato la visita dalla ginecologa per andare in pausa pranzo, tanto Amore non ti scoccia se vado sola ve? No, no fai pure, poi mi dici. La seconda gravidanza è così, anche i mariti inevitabilmente diventano più pragmatici.

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Come preparare un bambino all’arrivo della sorellina o fratellino

O anche all’arrivo di una sorellina e di un fratellino! Perché in questo caso, la sorpresa è stata decisamente doppia, anche per noi.

Sulle prime non abbiamo dovuto, anzi potuto, riflettere molto sul come dirlo. La pancia è stata evidente sin da subito, persino alla figliola che indicandola diceva “Pancia di mamma, graaaaande”. Ho approfittato del suo ehm, chiamiamolo delicato, spirito di osservazione per raccontarle che nella pancia di mamma c’era un bimbo e che piano piano la pancia sarebbe diventata sempre più grande. Poi abbiamo saputo che i bimbi erano due.

✔️Il libro illustrato. Come primo approccio, ci è stato molto utile un libro illustrato avuto in regalo da una zia speciale (sì, so che sono solita usare i libri per spiegare ai bambini, sarà deformazione la mia, ma credo fortemente che a questa età le immagini possano essere efficaci più di mille parole) La Mamma di Mariana Ruiz Johnson, lo trovate su Amazon.  Racconta con immagini coloratissime delle mamme del mondo: la Mamma umana, la Mamma Mucca, la Mamma Orsa ecc e di come ogni mamma prima custodisca nella sua pancia il proprio o i propri bimbi e poi se ne prenda cura… perché la mamma è tanti nascosti universi (cit.)

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Mio figlio morde

Quello dei morsi è un argomento sempre difficile, per i genitori e per i bambini. Per chi li riceve che porta sulla pelle il segno di aver subito e ricorda al genitore che il proprio bambino ha sofferto. Per chi li dà, che viene visto come il cattivo e il genitore ne prova vergogna, si scusa e cerca mille soluzioni perché la cosa si risolva il prima possibile (nella migliore delle ipotesi, poi non sempre c’è questa sensibilità da parte di mamma e papà quando il proprio figlio morde, ma questa è un’altra storia).

Ve lo dice una che è stata da ambo i lati, con una bambina che non aveva mai morso gli altri, ma a furia di prenderne ha imparato a darne, per difendersi o anche solo per scaricare la sua frustrazione.
Chiariamo una cosa. Non esistono bambini cattivi. Se un bambino morde, oltre quella che è l’età in cui si e esplora il mondo con la bocca o si “mettono i denti”, bisogna sicuramente approfondire e capire che il morso è l’espressione di un disagio. Ma non esistono bambini cattivi.

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La preparazione del nido

Dicono che arrivi nel secondo trimestre e, nonostante ne sia stata già affetta una volta – ma in modo serio eh – non sono riuscita a sfuggirle. Mettici poi che in questo caso i picciriddi in arrivo sono due, vuoi che non mi metta a riorganizzare la casa?

In cima alla lista delle priorità, non appena fossi stata a casa full time, c’era proprio quella che chiamano la preparazione del nido, con annesse pulizie autunnali. Perché: un colpo al lettone di qua – che dovrò metterci i lettini per tenerli vicini vicini – una rinfrescata alle tende di là – che quando nasceranno chi avrà più il tempo – io, la regina della pigrizia (chi mi segue sa che le pulizie domestiche non sono la mia passione), sto rimettendo a lucido la casa.

Il mio motto – accantonato quello di rosselliana memoria Domani è un altro giornoMinimo Sforzo = Massimo Risultato, dovreste ormai conoscerlo. Per questo, da tre anni a questa parte ormai, mi affido a USE detersivi con i prodotti italianissimi dell’azienda Gallo, testati e garantiti (secondo le norme vigenti che vietano la sperimentazione su animali), ipoallergenici e dalle profumazioni piacevoli ma non invadenti. Le formulazioni di #USEdetersivi , nonostante non siano aggressive per la pelle e per le superfici, sono efficaci per tutti gli usi indicati. Questa volta ho fatto davvero il pieno: Piatti a mano e Lavastoviglie (per un pulito brillante), Tenda bella lava e Tenda bella rigenera (un trattamento dedicato a farle tornare come nuove, oltre che pulite), Forte inox e marmo (ottimo sia in cucina che per i sanitari). Menzione speciale per Pavimenti Opium che ha fatto risplendere, senza ingrassare, il pavimento in grès. In confezioni con pratico dosatore che consente di non sprecare il prodotto.

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Se prima eravamo in tre…

A ballare l’Alligalli, adesso siamo in 5 a ballare l’Alligalli.
Sì, lo so che i conti non tornano. E in effetti non tornavano neanche a me, al laboratorio d’analisi, alla ginecologa che mi ha fatto la prima ecografia. Ma la matematica si sa, a volte è un’opinione.

Però ecco, meglio che lo scriva chiaro. Altrimenti finisce come per mio cugino, che prima di capire che sono in attesa di due gemelli, ha dovuto rileggere almeno dieci volte.

Così, dal momento che ho iniziato tardi, mi sono portata avanti. Che qua pare che se non hai almeno 3 figli di ‘sti tempi, dalle blogger ai Reali, non sei nessuno. Poi, casomai mi graziasse il Baby Blues – perché le gioie della gravidanza ce le ho tutte eh – pare che finisco il tempo più o meno con la Kate (Middleton), giusto per quella botta di autostima all’uscita dall’ospedale che non guasta.

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